Il Ruolo dell’Università Roma Tre a Monti

Per introdurre la discussione siamo usciti nel quartiere a domandare:

Ed era la prima domanda:

Sai che qua c’è una scuola d’architettura?

Di un universo de 40 intervistati 32 conoscevano l’università ed 8 non frequentavano questo quartiere.

Un caso particolare è quello del venditore di fiori (quello tra la chiesa Madonna dei Monti)

– Sai che qua c’è una scuola d’architettura?

– Si, Roma TRE.

– E da quanti anni lavori qua?

– Da 1947, quando ancora non c’era.

– E questo quartiere cambiò dopo l’arrivo della scuola?

– No. Non è cambiato. Ossia, ci sono un po’ più di giovani, ma è tutta gente che viene a studiare e va via. Abitano in provincia.

Oppure una donna che trovai gettando la spazzatura.

– Sai che qua c’è una università?

Si, abito qua da qualche anno.

– e  questo quartiere cambia di qualche modo por la presenzia de l’università?

No lo credo. È lo stesso. Più giovani.

– E qual’é il ruolo di una università d’architettura?

– Questo. Aiutare a questi giovani, educarli. Farli diventare professionali.

Questi sono i casi più emblematici (caricaturali) ma quasi tutti dicevano lo stesso, l’unica differenza che sentivano all’abitare vicini alla facoltà d’architettura de Roma TRE era una maggiore presenza di giovani.

Allora.

Sembra essere il ruolo, a prima vista e senza abusare,  un ruolo silenzioso ed introverso.

Ossia.

L’università è un’ organismo che lavora per fare diventare a un giovane un architetto.

Arrivano ogni giorno studenti e professori, insegnano ed imparano e si salutano.

La trasformazione della realtà è indiretta ed a lungo termine. Si educa l’individuo e dopo questo altera la realtà.

Invece, ciò che suggerisce il titolo Ruolo dell’ università in un lavoro sul quartiere Madonna dei monti è un intervento diretto. Approfittare della convergenza di studenti, professori, strumenti, necessità di lavorare e un luogo adeguato per quello.

Ciò che suggerisce il titolo è una cosa più romantica.

Ciò che suggerisce.

Ma neanche la situazione è tanto cupa, Roma TRE fa la sua parte (parte che lei ha scelto) facendo rilevi e rilievi della chiesa, dei suoi capitelli e di tutto quanto si trova degno de essere rilevato. Ampliando così l’elenco di certezze di ciò che c’è.

In questa terra

con più passato che futuro.

Sotto l’amore per lo classico ed io che sono venuto da una nazione marginale posso dire grazie per come avete protetto tutto questo qua.

Ampliando così il elenco de certezze di ciò che c’è.

Niente più sintomatico che la frode e la morte del futurismo.

Allora.

Il ruolo dell’università, per non perdere il nord.

Dopo aver sviluppato questa breve teoria abbiamo chiesto la parola a qualunque pensatore coinvolto nella materia. E uscendo la seconda volta abbiamo trovato

(per caso)

a un professore:

Massimo Alfieri.

Dopo aver spiegato il problema della frammentazione della scuola d’architettura di Roma TRE, divisa in tre: ex mattatoio, Madonna dei Monti ed il dipartimento dei professori in piazza della repubblica, fatto che separa il posto dove si fa la didattica dal posto dove si fa la organizzazione io gli chiedo di parlare specificamente di Madona dei monti e del ruolo che gioca nel suo contesto.

– Buono c’è il fenomeno economico, la stampa, bar, ristorante, le stanze.

– Ma questo è un effetto secondario, passivo. Non c’è qualche intervento attivo?

– Attivo non credo. Ci sono tentativi particolari, per esempio Mortola, nella ex scuola Angelo Mai, ha messo gli studenti a pensare come rendere pubblico lo spazio, ha cercato di svolgere un ruolo attivo, ma è una cosa particolare, la scuola mai si è posta come problema l’intervento diretto nella realtà.

L’università si trova fuori, sopra, in una posizione d’elite.

– Grazie, ciao.

– Ciao.

– Che dio lo protegga.

– Anche a te.

E adesso, giusto per chiudere, mi ricordo un’altra intervista che feci

a due signore che facevano la pulizia.

– Sai che qua c’è una scuola d’architettura?

– Si, Roma TRE, anche lavoriamo la.

– Come influenza la scuola il suo intorno?

– Bene, bene. È una buona scuola.

– E qual credete che dovrebbe essere il ruolo di una scuola d’architettura?

– Se vai dentro c’è il portiere e ti da delle indicazioni.

Secondo capitolo

Dopo aver parlato con la Mortola

Dopo aver parlato con la Mortola abbiamo conosciuto la storia di quelli che furono i tentativi di partecipare attivamente nell’intorno dell’università.

(Poiché la Mortola è la professoressa guida de questo lavoro, mi sembra di mala educazione adulare molto questa esperienza)

Per questa ragione farò una breve sintesi e lascerò i link per gli interessati.

Breve sintesi:

Nel 2001 l’istituto Angelo Mai stava per essere comprato da privati. Roma TRE inizia un processo di progettazione partecipata con vicini del Rione Monti, per fare una scuola e un parco.

Dopo alti e bassi si riesce a fare un progetto che oggi è sotto valutazione dal comune ed è possibile che sia realizzato.

Ma poi il rapporto di Roma TRE con i vicini si è fermato.

Un gruppo di homeless occupò questo istituto (in disuso) e la ferrea opposizione dei vicini non trovò appoggio in Roma TRE, che non poté prendere parte per ragione umanitarie.

Oggi la situazione è congelata.

I Link:

http://www.pism.uniroma3.it/category/workshop-amai/

http://www.cityuni.uniroma3.it/9_ProInt/rn_monti/index.html

Ruolo dell?universita

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