I MONUMENTI DI MONTI

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  1. Torre dei Conti

  2. Chiesa dei SS. Quirico e Giulitta

  3. Chiesa di S. Salvatore ai Monti

  4. Collegio dei Neofiti

  5. Chiesa della Madonna dei Monti

  6. Fontana in piazza Madonna dei Monti

  7. Chiesa della Madonna del Pascolo

  8. Chiesa di S. Lorenzo in Fonte

  9. Chiesa di S. Lorenzo in Panisperna

  10. Palazzo Cimarra

  11. Chiesa di S. Bernardino

  12. Chiesa di S. Agata dei Goti

  13. Palazzo del Grillo

1. LA TORRE DEI CONTI

Iniziando questo percorso per i monumenti del Rione Monti, partendo da Largo Corrado Ricci ci si trova dinanzi alla maestosa mole della Torre dei Conti.

L’appellativo deriva dalla famiglia dei Conti di Segni, che la fece costruire. L’aspetto odierno, nonostante l’innegabile imponenza, non corrisponde più a quello originario: varie vicissitudini l’hanno ridotta al solo basamento (se ne osservi la zoccolatura a scarpata, a fasce bianche e nere, rinforzata da speroni), con vani e finestrelle aperti in momenti diversi. La torre fu costruita al tempo di Innocenzo III, e l’anno di fondazione viene fissato da alcune fonti nel 1203. negli scavi condotti nel 1932-33 per l’isolamento dei fori, si poté accertare che la torre inglobava una costruzione più antica, sicuramente di età imperiale, di pianta pressoché uguale e identificabile con un’esedra del Foro della Pace. Le murature della torre erano rivestite di blocchi di marmo provenienti dai fori. Per il suo carattere di fortezza, doveva svolgere un ruolo di eccezionale importanza nella funzione difensiva della città. Nel 1348 un terremoto la fece crollare in parte, riducendone l’altezza press’a poco alle attuali dimensioni. Fu poi restaurata, e nel XV secolo -secondo Vasari- ne fu affrescato un ambiente al primo piano. Passò poi ai Conti di Poli, che nel 1538 fecero eseguire intorno al basamento degli scavi nei quali si ritrovò una porta di età romana, il cui rilievo fu disegnato dal Sangallo. Nel Seicento crollò ancora due volte, nel 1630 e nel 1644, quando si abbatté sulle cose circostanti. Durante i già citati scavi del 1933 venne alla luce, sotto costruzioni successive, la casetta medievale verso la chiesa dei SS. Quirico e Giulitta,(ora sede del Circolo degli anziani del Rione): una porticina con architrave ligneo, immette in un giardinetto verso i fori; questa casetta è però molto restaurata, tanto che poco resta dell’edificio originario.

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Largo Ricci e la Torre dei Conti

2. LA CHIESA DEI SS. QUIRICO E GIULITTA

Di fronte alla casetta, su via di Tor dè Conti e con la facciata orientata verso i fori, sorge la chiesa dei SS. Quirico e Giulitta. Come molte delle chiese distrutte dell’area dei Pantani, tra le quali è la sola ad essersi salvata, ha origini molto antiche. In scavi condotti nel 1930 sotto la direzione di Giovannoni sono state rimesse in luce due absidi databili al VI secolo, che sembrano stabilire a quel tempo l’origine della chiesa.

Tra il 1099 e il 1118 Pasquale II la dotò del campanile. Nel corso del XIV secolo fu trasformata radicalmente, secondo forme gotiche: l’interno, alto circa il doppio di quello della prima chiesa, terminava in arcate ogivali, in parte ancora visibili nell’intercapedine tra l’odierna volta a botte e il più alto soffitto a capriate, negli ambienti ora adibiti ad abitazione dei sacerdoti cui è affidata la cura della chiesa. Di un ulteriore restauro condotto nel 1475 da Sisto IV rimane traccia nel portone odierno, attribuito con qualche fondamento a Baccio Pontelli, e nell’epigrafe murata sulla facciata. Nel 1584 sono i lavori di Alessandro dei Medici, nei quali si mutò l’orientamento della chiesa, inserendone il portale quattrocentesco nella vecchia abside, che divenne così la nuova facciata. Nel 1606 fu sottoposta ad un ulteriore risanamento, per il quale si rialzò il pavimento di circa 4 metri. Nel 1716 fu gravemente danneggiata da un incendio e nel 1722 Innocenzo XIII la concesse ai Domenicani, che ne intrapresero il definitivo rifacimento.

3. LA CHIESA DI S. SALVATORE AI MONTI

La chiesa di modestissimo aspetto, in angolo con via dei Neofiti, durante il sacco di Roma nel 1527 fu completamente distrutta da un incendio e venne quindi ricostruita; nel 1588 è presente nell’elenco delle parrocchie del Rione Monti. Nel 1625 fu di nuovo restaurata, e nel 1634 Urbano VIII l’incorporò a Santa Maria dei Monti. Nel 1640 vi fu eretta la Confraternita del SS. Sacramento, trasferita poi nel 1715 nella casa oggi ai nn. 58-59 di Via della Madonna dei Monti. Nel 1904, un restauro statico conferì alla chiesa l’aspetto attuale. L’esterno consiste in una semplice facciata a capanna; sul lato destro, figura un campaniletto a vela del 1803. Il portalino marmoreo è il solo elemento della chiesa cinquecentesca. L’interno è piuttosto modesto, e risente delle varie manomissioni.

4. IL COLLEGIO DEI NEOFITI

Adiacente a San Salvatore, prima della chiesa della Madonna dei Monti, si incontra l’imponente fabbricato seicentesco del Collegio dei Neofiti.

Un primo istituto destinato ad adulti convertiti alla religione cattolica fu fondato da Paolo III, e unito alla chiesa dei SS. Venanzio e Ansuino (o San Giovanni in Mercatello) presso il Campidoglio. Insieme con quello analogo per i minorenni fondato da Gregorio XIII vicino a Santa Chiara al Quirinale, entrambi gli istituti si trasferirono poi nell’edificio che Antonio Barberini fece costruire da Gaspare De Vecchi presso la Madonna dei Monti. La costruzione fu terminata nel 1635. Nel 1713 passò ai Pii Operai; fu chiuso alla fine del XVIII sec, e attualmente è in parte casa parrocchiale, in parte ospita la facoltà di Architettura dell’università Roma Tre.

L’ingresso principale, sulla piazza, è costituito da un ampio portale con timpano curvo. Il corpo dell’edificio è suddiviso in due piani, coronati da un piccolo attico. Anche in origine la mole dell’edificio era pressoché soffocata dalla via stretta e dalle costruzioni sorte intorno alla piazzetta; l’angolo verso la chiesa ne venne così a costituire il prospetto principale, trattato da De Vecchi con particolare impegno. Sullo spigolo, concavo e sottolineato da due paraste giganti, fu collocata l’edicola marmorea in cui è raffigurata a bassorilievo la Madonna dei Monti. La targa sottostante, sorretta da una mensola a volute, commemora l’erezione del Collegio (1635).


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Via Madonna dei Monti

5. LA CHIESA DELLA MADONNA DEI MONTI

Sulla piazza omonima, con la facciata orientata verso via Cavour, sorge la chiesa della Madonna dei Monti, per la quale si rimanda alla sezione particolare “La storia e descrizione architettonica della chiesa Madonna dei Monti”.

6. LA FONTANA IN PIAZZA MADONNA DEI MONTI

La fontana, disegnata da Giacomo della Porta, fu costruita da Battista Rusconi nel 1588-89. ha un semplice basamento ottagonale a quattro gradini e una vasca pure ottagona, sulle cui facce sono scolpiti alternativamente gli stemmi di Sisto V e del popolo romano. Al centro della vasca, due coppe sovrapposte, concentriche; la più bassa getta zampilli d’acqua da quattro mascheroni.

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Piazza Madonna dei Monti

7. LA CHIESA DELLA MADONNA DEL PASCOLO

La chiesa della Madonna del Pascolo (o dei SS. Sergio e Bacco) è una delle più antiche della zona. La dedica ai SS. Sergio e Bacco è documentata già dal IX secolo. Restaurata sotto Urbano VIII per munificenza di Antonio Barberini; la dedica alla Madonna del Pascolo risale al Settecento, quando venne ritrovata un’immagine della Madonna col Bambino. Nel 1741 la chiesa fu ricostruita radicalmente; a quell’anno risale l’aspetto attuale dell’interno. La facciata invece, completamente rifatta nell’Ottocento subì un ultimo restauro nel 1970. E’ chiesa nazionale lituana; vi è annesso un monastero. Il prospetto della chiesa su piazza della Madonna dei Monti incassato nell’edificio conventuale, e preceduto da una breve cancellata, è a tre ordini in laterizio intonacato e un semplice portale in travertino con timpano triangolare. Si accede alla chiesa dalla porta dell’ufficio parrocchiale a fianco.

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Piazza Madonna dei Monti e la Chiesa della Madonna del Pascolo

Da piazza della Madonna dei Monti partono via degli Zingari e via Leonina, che da piazza della Suburra prosegue con il nome di via Urbana. Percorrendo via degli Zingari, si taglia a sin. Via del Boschetto e si incontra via di S. Giuseppe Benedetto Labre; più avanti, a destra, via dell’Angeletto si ricongiunge a via Urbana. In questo breve e pittoresco angolo della Suburra sono numerose le architetture di un qualche interesse: particolarmente importante il settecentesco Istituto Angelo Mai. Vi si accede per una ripida scala che porta al piccolo ninfeo dove ora è stata collocata una statua dell’Immacolata. L’esterno è relativamente ben conservato, mentre l’attuale uso scolastico e convittuale ne ha inevitabilmente alterato gli ambienti interni.

Su piazza degli Zingari, una casa d’affitto settecentesca e un palazzetto angolare rococò, con belle cornici intorno alle finestre. Parallela a via degli Zingari, via Leonina costituisce un prolungamento di via Madonna dei Monti; vi si affacciano case con gradevoli decorazioni liberty a motivi floreali. La via sbocca in piazza della Suburra. Da qui ha inizio via Urbana, il ramo dell’Argiletum che saliva all’Esquilino, verso la chiesa di Santa Maria Maggiore.

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Via degli Zingari dalla Piazza Madonna dei Monti

8. LA CHIESA DI SAN LORENZO IN FONTE

Attualmente la chiesa è dedicata ai SS. Lorenzo e Ippolito; sembra però che in passato i due titoli fossero distinti, e che corrispondessero a due diversi oratori. La chiesa odierna fu costruita nel 1534. Nel corso dei secoli ha subito varie modifiche, fino al secolo scorso in cui fu rifatta la facciata. L’appellativo “in fonte” si riferisce al pozzo, forse resto di terme private, da cui sgorga tutt’ora l’acqua con la quale la tradizione vuole che Lorenzo abbia battezzato S. Ippolito. La facciata ottocentesca è di tipo tardo-classico e vi è incorporato il portale cinquecentesco.

9. LA CHIESA DI SAN LORENZO IN PANISPERNA

Ridiscendendo in direzione di via Panisperna, si può salire la gradinata che immette a questa chiesa.

Di origine molto antica, secondo la tradizione sarebbe stata costruita sul luogo del martirio del santo al tempo di Costantino. Rinnovata radicalmente sotto Adriano I, fu rifatta agli inizi del XIV secolo, quando fu anche costruito un grande monastero per le clarisse che vi rimasero fino al 1877. Si accede al portale esterno per una scalinata costruita nel 1893.

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Chiesa di San Lorenzo in Panisperna

10. PALAZZO CIMARRA

Di fronte alla chiesa, il Palazzo Cimarra, iniziato nel 1736. Attualmente è caserma di Pubblica Sicurezza e proprietà del Genio Civile, che nel 1958 ne ha completamente alterato gli interni, già riadattati una prima volta nel XIX secolo. L’edificio, la cui facciata a quattro piani con portale bugnato e finestre a timpano curvilineo si apre sul largo prospiciente la chiesa, ha una pianta irregolare, articolata ad L con angoli alternativamente acuti e ottusi, in modo da inserirsi agevolmente nel tessuto stradale in declivo lungo le pendici del Viminale.

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Via Panisperna

11. LA CHIESA DI SAN BERNARDINO

Alla fine di via Sant’Agata dei Goti, con ingresso su via Panisperna si trova la chiesa di San Bernardino. È l’unica chiesa romana dedicata a S. Bernardino

da Siena. Consacrata nel 1625 fu costruita con l’attiguo monastero (completamente trasformato nel 1900, ora scuola professionale) per le monache terziarie francescane.

12. LA CHIESA DI SANT’AGATA DEI GOTI

Di fronte a San Bernardino, con ingresso laterale su via Panisperna, sorge l’antica chiesa di Sant’Agata dei Goti, così chiamata perché fu la chiesa dei Goti ariani (V sec.) e probabile sede del vescovo ariano; era detta anche Sant’Agata in Suburra. L’origine della chiesa è incerta: il primo documento noto è l’iscrizione che riguarda i mosaici fatti eseguire negli anni 467-470 circa, distrutti nel XVI secolo. Nel 592 Gregorio Magno la restaurò e la consacrò alla religione cattolica; nel X secolo fu probabile sede di un monastero benedettino. Poco dopo il 1630 fu restaurata e decorata dai cardinali Barberini e nel XIX secolo dal card. Antonelli. Passò poi ai monaci irlandesi. La facciata su via Mazzarino si apre tra le due brevi ali superstiti del monastero, demolito nel 1926 e sostituito dall’edificio in tardo stile floreale in angolo con via Panisperna. Il portale introduce per una doppia rampa di scale ad un suggestivo quadriportico, la cui costruzione risale al XVII secolo. La chiesa nella sua struttura essenziale ricorda ancora fedelmente la costruzione a tre navate del V secolo. Notevoli sono, all’esterno dell’abside, visibile da via dei Serpenti, in impressionante contrasto con le recentissime costruzioni che l’affiancano, le opere murarie di rinforzo, di varie epoche.

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Chiesa di Sant'Agata dei Goti

13. IL PALAZZO DEL GRILLO

Il palazzo del Grillo sorge a destra della Torre, eretta nel XII-XIII secolo dalla famiglia Carboni; fu anche proprietà dei Conti (alla fine del XVII sec.). Passò in seguito in proprietà dei Marchesi del Grillo, che nel XVIII secolo vi aggiunsero la scritta di coronamento; gli elementi araldici -gigli e aquila- non sono però pertinenti alla famiglia del Grillo. La pianta dell’edificio, piuttosto irregolare, si adatta alla pendenza del luogo ed è stata predeterminata dalle viuzze circostanti. I diversi corpi di fabbrica che lo costituiscono sono unificati da un elegante sistema di decorazioni rococò. Nulla si conosce delle vicende costruttive del palazzo, uno dei più interessanti esempi di rococò romano, e celebre soprattutto per il fantasioso giardino interno. Ha due portali, uno su piazza del Grillo, l’altro su oltre il cavalcavia che lo unisce alla torre. I quattro ordini di finestre si arricchiscono verso l’alto di svariati motivi ornamentali.


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Palazzo e Torre del Grillo


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