Passeggiata (consapevole) per il rione Monti

Passeggiare per monti è sempre un piacere. Ci si allontana dal traffico romano, si entra in una nuova dimensione, si assaporano nuovi ritmi e ci si immerge per le strade più antiche di Roma.

Cosa è successo a Monti prima che noi arrivassimo?

Facciamo una breve ricerca per comprendere meglio le strade che ogni giorno percorriamo, i luoghi che ogni giorno viviamo

I RIONI ROMANI 

Fu l’imperatore Augusto (23°a.C. – 14 d.C.) a dividere l’Urbe in sedici regioni

nel X secolo sono poste sotto la giurisdizione dei Senatori.

Nel 1144 viene stabilito un nuovo ordinamento comunale che distingue la città in 12 Rioni con l’esclusione dell’Isola Tiberina e del Trastevere. L’aggregazione di quest’ultimo risale solo al Sec. XIV, mentre dobbiamo arrivare al 1586 per trovare l’inserimento di Borgo tra i Rioni mediante un’operazione condotta da Sisto V in persona.

per trovare i rioni come li conosciamo adesso dobbiamo risalire al 18 maggio 1743 mediante un’opera di revisione fatta dal conte Bernardini ai tempi di Benedetto XIV Lambertini. In quell’occasione furono collocate 2220 targhe stradali di marmo con il nome e lo stemma del rione Monti (1774).

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IL RIONE MONTI, STEMMA E CONFINI

RIONE_MONTI2Se osserviamo lo stemma del rione Monti notiamo che in esso sono rappresentate tre sommità, ma in realtà sono i sei colli che insediano il rione: Il Viminale, il Quirinale, ll Celio, il Cispio, l’Oppio, e il Fagutale.

I confini del rione sono molto articolati e passano per il Foro Traiano, via Magnanapoli, via Quattro Novembre, via XXIV Maggio, piazza del Quirinale, via del Quirinale, via delle Quattro Fontane, Via Agostino De Pretis, piazza del Viminale, piazza dell’Esquilino, via dell’Esquilino, piazza Santa Maria Maggiore, via Merulana, piazza di San Giovanni in Laternao, Mura urbane, Porta Metronia, piazza di Porta Metronia, via della Navicella, via di Santo Stefano Rotondo, via di San Giovanni, piazza del Colosseo, via dei Fori imperiali, piazza della Madonna di Loreto, Foro Traiano.

 

Nel rione sono presenti importanti vestigia di epoca romana: I Fori imperiali (Il Foro Traiano il tempio di Augusto e di Nerva), le terme di Tito, le terme di Traiano le Sette Sale, e sul colle Oppio una parte della villa di Mecenate e i resti della Domus Aurea neroniana che per la sua antica estensione oltrepassava ben oltre i confini del rione. Sul Cispio vi era il santuario di Giunone Lucina (inizio di via in Selci presso la chiesa di San Francesco di Paola). Fa inoltre parte del  rione 

 

LE MAPPE STORICHE

Prima di fare una passeggiata per le vie del rione andiamo a vedere quelle che sono state le sue vicende urbanistiche negli ultimi cinquecento anni…

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1593 – tav. 266

Notiamo come le costruzioni intorno alla chiesa della Madonna dei Monti siano piuttosto basse. Si tratta per lo più di case medioevali alte all’incirca due o tre piani.

Sull’Argiletum una spina di case parte dallo spazio di fronte alla chiesa e  prosegue fino alla Torre Cartularia.

Infine si può notare come i terreni alla destra della chiesa non siano ancora edificati.

 

 

 

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1630 – tav.326

Nell’arco di 500 anni ben poco è cambiato.

Nella mappa vediamo l’isolato a sinistra della chiesa non di forma rettangolare, ma con una parte curva, come ad accompagnare e rimarcare l’incrocio tra via dei serpenti e l’Argiletum.

Possiamo ancora notare la spina di edifici sull’Argiletum e la scarsa edificazione del lotto accanto alla chiesa .

La piazza della Madonna dei Monti sembra non esistere ancora.

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1667 – tav. 347

Grandi differenze si possono notare tra la mappa del 1630 e quella del 1667.

In quest’ultima si vede uno spazio più ampio che ospita la piazza della madonna di monti,

davanti alla chiesa pare manchi la casa medioevale riscontrata nelle precedenti mappe, andando così a creare uno slargo proprio sull’argiletum, una seconda piazza.

Inoltre l’edificato a destra della chiesa si è infittito, si tratta probabilmente del Collegio dei Neofiti, la cui costruzione è terminata nel 1735.

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1748 – tav. 396

Nella celebre pianta redatta dal Nolli del 1748 ci è più chiara la conformazione della piazza con la presenza della fontana e gli edifici a est di questa che è stato separato in 2 corpi di fabbrica permettendo l’accesso alla piazza da una nuova direzione.

Si nota ormai chiaramente l’edificio del Collegio dei Neofiti, con l’impianto tale e quale a come oggi lo conosciamo.Immagine5

1775 – tav. 440

Nel 1775 ancora erano presenti gli edifici che andavano a chiudere via dei Serpenti proprio in corrispondenza dell’Argiletum.

 

 

 

Gli interventi più importanti si ebbere con la redazione del primo piano regolatore di Roma capitale del 1873  si prevedeva la sistemazione del quartiere e l’apertura di un’arteria che doveva servire a congiungere l’Esquilino a piazza Venezia: via Cavour, realizzata tra il 1880 e il 1890 su progetto sell’architetto Giuseppe Micheletti e di Andrea Busiri Vici

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1889 – tav.546

Il tracciato di via Cavour corrisponde quasi del tutto a quello della Suburra Major, la Suburra minor dei romani e alla seicentesca via Graziosa.

La sua costruzione divise in 2 parti il nucleo medioevale del quartiere, soprattutto con la costruzione di un massiccio muraglione di sostegno al colle su cui sorge la chiesa di San Francesco di Paola.

Differentemente dalle case medioevali, di cui è ricca monti i palazzi su via Cavour si attestano a non meno di 4 piani.

Possiamo notare come nel 1889 il lotto adiacente alla salita dei Borgia tra via Cavour e via Leonina non sia ancora edificato rendendo la piazza della Suburra molto più ampia rispetto a quella che è oggi.

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1934 – tav. 622

Nel 1899 viene inagurata della via degli Annibaldi che diventa l’ideale prolungamento di via dei Serpenti.

In quest’ultima pianta si può inoltre notare la costruzione del palazzo adiacente alla salita dei Borgia che porta alla configurazione di piazza della Suburra a quella odierna.

 

 

LA PASSEGGIATA

 

Oggi il quartiere, nonostante i rilevanti interventi urbanistici, mantiene ancora il suo carattere medioevale, conservando la memoria di antiche tradizioni.

La nostra “passeggiata” parte dalla facoltà di Architettura in direzione della “piazzetta”, ovvero la piazza della Madonna dei Monti, riconosciuta dagli abitanti e da chi vive quotidianamente il quartiere come punto focale della vita diurna e notturna del rione.

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Il luogo, richiama l’attenzione del visitatore invitandolo a sedersi, prendere da bere, chiacchierare, trasformando il luogo in  sempre pieno di vita. Una varietà di persone si incontrano qui, persone di differenti nazionalità e ceto sociale, artisti, persone che hanno scelto monti come luogo in cui vivere, monticciani nati e vissuti nel quartiere e profondamente attaccati ad esso, turisti attratti dal carattere storico del rione. Il tutto contribuisce a formare un ambiente amicale, informale, in cui è sempre possibile sentirsi a casa e fare nuove conoscenze, ritrovandosi a chiacchierare con il vicino di seduta.

 

Ma proseguiamo la nostra passeggiata… imbocchiamo allora via degli zingari, in direzione dell’omonima piazza…

Piazza degli zingari

 

Salita Ciancaleoni

La storia del  rione si ripropone ai nostri occhi appena arriviamo a piazza degli Zingari, caratterizzata da due differenti livelli di quota, che ben rappresentano le varie fasi e rialzamenti che il rione ha subito in epoca medioevale.

 

Prendiamo per via dei Capocci…

La nostra attenzione viene richiamata da una caratteristica scalinata  monticciana.

La scalinata è delimitata da due edifici, molto diversi fra loro: uno ricorda il passato medioevale del quartiere, l’altro, attualmente in restauro appare più moderno, ma al suo interno nasconde delle vere sorprese…

 

 

Trovata una porta aperta, ci intrufoliamo nei sotterranei del palazzo, scoprendo così in antico edificio di due piani sotto terra di epoca imperiale. Non possiamo rinunciare a farci un giro tra volte  e pareti in opus reticulatum.

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E’ giunto il momento di ritornare dalle nostre parti, verso la facoltà di architettura.

Passiamo allora per via Cimarra, qui scopriamo la sede romana della comunità ellenica… e poco più avanti imbocchiamo via dei serpenti, dove si alternano taverne romane, ristoranti indiani e negozi di prodotti etnici, perfettamente integrati nel quartiere.

Per i frequentatori di monti è ormai naturale andare a cena dall’indiano di via dei Serpenti o comprare gli incensi accanto alla “pizza alla pala” di proprietà degli egiziani.

Siamo quasi arrivati, ma oggi è una bellissima giornata e decidiamo di passare ancora un pò di tempo all’aperto… allunghiamo il nostro percorso per via Baccina.

Qui si trova una galleria d’arte che ospita mostre temporanee, spesso di artisti monticciani, o amici del quartiere.

Poco più di un anno fa in questa galleria ha ospitato la mostra “Il ‘900 al rione Monti” erano state esposte foto storiche del rione Monti, raccolte dal monticciano Maurizio di Veroli che continuamente ricerca immagini del rione alla ricerca delle sue radici.

roma che cambia

 

 

 

 

 

Questo ci fa capire quanto gli abitanti del quartiere, non solo siano attaccati al loro rione, ma ne comprendano il suo valore storico.

Altro monticciano di cui non ci possiamo scordare è il regista Mario Monicelli che vedeva l’uscita del suo documentario “vicino al Colosseo c’è Monti” proprio mentre la mostra “Il ‘900 al rione Monti” veniva allestita.

Via dei Neofiti

Svoltiamo ora su via dei Neofiti… sembra di fare un salto indietro nel tempo, un rampicante protegge le nostre teste e con esse l’ingresso di una vecchia bottega artigiana , dove tutti gli oggetti sono ammassati l’uno sull’altro

 

 

 

 

 

 

Per lasciare Monti è usuale prendere la metro…

Dirigendosi verso questa Passiamo per via Leonina,

qui si può leggere bene molto di quello che è avvenuto negli ultimi 120 anni a monti. Palazzi di fine ottocento o primi del novecento si accostano alle case medioevali, in alcuni casi tentando di accordarsi in qualche modo (colore), in alti casi discostandosi totalmente per forme, materiali e colore da quelli tipici del quartiere

 

incrocio via dei serpenti - via leoninavia leonina, garage palatino

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Salita BorgiaE’ il caso dell’Hotel di fabbricazione novecentesca, che va a contenere per un lato la scalinata della salita dei Borgia, scalinata storica del rione che da sempre collega via Leonina con la piazza di San Pietro in vincoli.

 

 

 

 

 

 

E’ veramente giunto il momento di andare, siamo ormai arrivati alla stazione della metropolitana.

Voltiamoci un attimo e salutiamo monti, salutiamo oltre 2000 anni di storia, le insule romane, le casette medioevali, i palazzi novecenteschi.  Salutiamo i monticciani, quelli storici e quelli adottati, ma che qui si sentono a casa. Salutiamo i vicoli lastricati in sampietrini, in cui tante storie sono state vissute.

 

 

Fonti :

Frutaz

A. M. Racheli; Sintesi delle vicende urbanistiche di Roma dal 1870 al 1911, Roma, Facoltà di Architettura di Roma, 1979

www.rionemonti.net/storia/schedaierardi.htm

www.montitv.it/

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