PRESENTAZIONE DEL RIONE MONTI

L’ESTENSIONE DEL RIONE.
Il rione, il cui nome ricorda la movimentata altimetria del suo territorio, comprende un settore cospicuo dell’area racchiusa dalle mura repubblicane (parte del Quirinale, il Viminale e le propaggini dell’Esquilino), benché la più vasta estensione originaria sia stata ridotta dopo il 1870 per formare i rioni Castro Pretorio ed Esquilino.
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LA STRUTTURA VIARIA.

1676 piazza suburra da G.B. Falda
L’antica struttura viaria, come l’attuale che spesso le ricalca, era condizionata dell’orografia: la Suburra era percorsa dall’ Argiletum (odierna via della Madonna dei Monti), che sotto il Cispio, prominenza dell’Esquilino, si biforcava nel vicus Patricius (l’attuale via Urbana) e nel clivus Suburanus (la moderna via dei Selci); uno schema, questo, riproposto sfalsato e ingrandito dalle ottocentesche vie Cavour e Lanza.

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LA STORIA.
La parte sud del rione era prossima ai rilievi su cui sorsero i nuclei abitati della città primitiva; al centro era la valle della Subura o Suburra ( il nome significherebbe “zona sotto la città”), già in età repubblicana occupata da modeste dimore ( le domus patrizie punteggiavano le vicine alture). L’età imperiale confermò il carattere residenziale della zona, che vide sorgere a sud la Domus Aurea di Nerone, poi in parte sepolta dalle terme di Tito e di Traiano;con l’avvento del Cristianesimo nacquero, in dimore private, luoghi di culto (tituli) che furono all’origine di alcune basiliche: Santa Pudenziana, Santa Prassede, San Martino ai Monti, San Pietro in Vincoli. La caduta dell’Impero e il taglio degli acquedotti spopolarono le alture: nel Medioevo piccoli nuclei rimasero solo presso le chiese titolari e gli abitanti si concentrarono nella Suburra, mentre intorno sorsero recinti fortificati a controllo delle strade tra l’abitato, i colli orientali e il Laterano (il rione resta tuttora il più ricco di torri di quel periodo).
Sostanziali mutamenti avvennero solo con Sisto V, che realizzò l’acquedotto Felice, tracciò via Panisperna e sistemò via dei Serpenti. Tali interventi posero le premesse per il ripopolamento della parte più alta del rione, edificata tra Sei e Settecento:oltre alla villa di Sisto V e alle successive Aldobrandini e Sforza, pochi furono i palazzi nobiliari; numerosi invece i conventi e le case d’affitto settecentesche. Il 1870 segnò cambiamenti ben più radicali: l’apertura di via Nazionale e l’urbanizzazione dell’Esquilino, prevista dal piano regolatore del 1873 insieme alle opere viarie di collegamento con il centro; esemplare della cesura del vecchio tessuto urbanistico è via Cavour, sulla quale si allineano compatti caseggiati di fine Ottocento che mascherano le variazioni altimetriche e nascondono la retrostante minuta edilizia antica.

LA SUBURRA.
La Svbvra entra a far parte dell’area urbana della Roma Antica quando il re di origine etrusca Servio Tullio la sceglie per la propria residenza. E’ la zona più autentica e popolare dell’Urbe, il luogo delle contraddizioni sociali e umane della capitale dell’ Impero, affollatissima, sporca, rumorosa e soprattutto pericolosa, anche a causa dei numerosi incendi e crolli che coinvolgono le insulae, edifici alti fino a cinque piani dove un numero illimitato di famiglie plebee vive ammassato in appartamenti in affitto, nel chiasso di rumori e colori.  Giulio Cesare vide i natali nella Svbvra, e secondo la tradizione vi si recava Nerone travestito per saggiare gli umori del popolo, e Messalina, in incognito, alla ricerca di trasgressione.

LO STEMMA.
MONTI ICONA I tre monti sono i colli Esquilino, Viminale e Celio che erano compresi nell’originale estensione del rione. Il tipo dei tre monti è stato accolto anche negli stemmi di famiglie nobiliari romane, come i Montalto e i Pacelli (Pio XII lo scelse come emblema pontificale).

FESTE E TRADIZIONI POPOLARI
Nel XIX secolo la festa di San Giovanni, caratterizzata non solo dalle “mangiate”di lumache ma anche dal festival canoro, raggiunse il massimo della popolarità. Con l’avvento del fascismo si tentò di strumentalizzare il festival musicale con temi che esaltavano valori morali del regime. Lo scoppio della seconda guerra mondiale determinò la sospensione della festa. I fuochi o le canzoni romanesche durante la festa dei Noantri a Trastevere, o le mangiate di lumache nei ristoranti di Monti hanno più l’aria di un vano e nostalgico revival che di una vera e propria festa.

IL RIONE OGGI
Il rione è molto ampio, e urbanisticamente assai composito: si va dalle zone di intensiva urbanizzazione ottocentesca (come quella tra il Viminale e il Quirinale, con asse su via Nazionale, e tutta l’edilizia di via Cavour) e ancor più recente (come quella tra l’Esquilino e il Celio, con asse su via Amba Aradam), al parco archeologico costituito dalla zona Colle Oppio – Colosseo – Ludus Magnus – Foro di Nerva – Foro e Mercati di Traiano.
vi adel boschetto Molto frequentata è la zona tra via            Nazionale e via Cavour (via del Boschetto, via dei Serpenti, via Panisperna e Via Baccina), che per la modestia delle case d’abitazione, le vie strette, le botteghe artigiane, i negozietti sembra conservare le caratteristiche della roma ottocentesca. La zona, fitta di trattorie, bar e locali vari, gravita sulla piazzetta della Madonna dei Monti, nei pressi dell’omonima chiesa.

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